25 Aprile

La resistenza, la liberazione, la memoria

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Franco Ciri, partigiano


Giovane di buona famiglia, aveva frequentato il collegio Lucarini dei padri Salesiani di Trevi, il liceo scientifico “Alessi” di Perugia e la Facoltà di ingegneria a Pisa. Durante la seconda guerra mondiale aveva combattuto come soldato dell’esercito italiano in Africa; disilluso dalle promesse del regime fascista, insieme a altri giovani folignati, Franco Ciri, alla caduta del Fascismo (25 luglio 1943) scelse di combattere tra le fila dei partigiani della IV Brigata Garibaldi, sulle montagne del folignate. Facevano parte della Brigata circa 400 giovani partigiani comandati dal tenente Antero Cantarelli, presidente diocesano della Gioventù di Azione Cattolica. L’attività militare della Brigata, nei primi mesi caratterizzata da un certo attendismo, dovuto sia all’inesperienza sia alla volontà di evitare possibili ritorsioni contro le popolazioni civili, concretizzerà  le proprie azioni prima contro i rappresentanti locali delle autorità fasciste, poi con attacchi veri e propri contro i reparti tedeschi.


Tornato clandestinamente a Foligno per abbracciare la mamma Olga Caputo e le sorelle Graziella e Lolita, fu fermato sul ponte di Porta Firenze, ora Ponte della Liberazione, e ucciso a colpi di arma da fuoco dai fascisti, a soli 22 anni, proprio di fronte alla via che dalla Liberazione di Foligno (16 giugno 1944) porterà il suo nome: via Franco Ciri.


La scritta, che compare in basso sulla targa viaria, ricorda come la città fosse cinta da mura che collegavano chiese e monasteri e nel particolare la chiesa di San Claudio del XIII secolo con il monastero delle clarisse i cui resti sono ancora visibili.

admin • 22 aprile 2015


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